STALKING, MALTRATTAMENTI E FURTI… TUTTO Ciò CHE C’ è DA SAPERE IN MERITO!

Molti sono i casi in cui sentiamo parlare di reati inerenti ad atti persecutori ( cosiddetto “stalking”), realizzati dal soggetto persecutore nei confronti della sua vittima: condotte vessatorie (minacce che siano telefoniche o di persona, molestie, atti lesivi…) che inducono la persona che le subisce, ad un disagio psicofisico e fisico.

Molti sono stati gli studi eseguiti in merito al fenomeno dello stalking, che hanno fatto si di poter dividere in 2 categorie tali atti persecutori:

 

  1. comunicazioni persecutorie che vengono attuate attraverso apparecchi telefonici (ad es. telefonate frequenti con anonimo, sms, e-mail…) ovvero i cosiddetti Cyberstalking, oppure intimidazioni mediante graffiti ( che siano poste su muri di fronte la vostra abitazione, sulla porta d’entrata del vostro appartamento, su strada…)
  2. contatti attuati personalmente (stalking fisico) attraverso veri e propri pedinamenti (visite opprimenti a lavoro, al vostro bar di fiducia, sotto la vostra abitazione…)

 

In genere, alla prima segue la seconda nella maggior parte dei casi.

Possiamo identificare 4 tipologie di stalker in base ai svariati bisogni che spingono tale soggetto a porre in essere atti persecutori nei confronti della vittima in questione:

 

  1. il corteggiatore incompetente: tende ad essere opprimente e quando non riesce ad ottenere i risultati desiderati il suo comportamento può sfociare nell’aggressività; non persistente, appunto per questo tende a cambiare il suo obiettivo;
  2. l’oltraggiato: colui che cerca la “vendetta” a causa magari di un danno o torto ricevuto;
  3. il rifiutato: il classico ex, ovvero colui che sentendosi respinto, mira a ricostruire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono;
  4. il predatore: molestatore che mira esclusivamente ad avere rapporti sessuali con la vittima pedinandolo e spaventandola.

 

Per quanto concerne la normativa, il reato di atti persecutori è regolato dall’articolo 612 bis del Codice Penale il quale recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio del 1992, n. 104, ovvero con armi, o da persona travisata […]”.


In questi casi, l’intervento di un professionista diviene una priorità.

Le attività investigative della Solution Investigazioni, rappresentano un ottimo contributo all’azione delle forze dell’ordine, in quanto sono finalizzate a raccogliere quanti più elementi di prova possibili per configurare in sede giudiziaria il reato per procedere così all’identificazione dell’autore di atti persecutori.

La relazione investigativa completa rilasciata al termine delle indagini, conterrà tutte le prove utili in modo tale da divenire così uno strumento indispensabile per far terminare le vessazioni subite.

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